martedì 1 maggio 2018

ECOLOGIA CONDIVISA

stralcio da un'intervista a Carla Parola



Si sente un gran parlare di Ecologia a più livelli  ed in contesti diversi. Ad essa si attribuiscono diversi significati, diversi ruoli e diversi fini da perseguire. Come possiamo oggi distinguere l’Ecologia in senso pieno?
L’Ecologia non è altro che una manifestazione del Tutto.
Che cosa vuol dire?
Vuol dire che per Ecologia non si può intendere un “settore” ma un tutto.
L’Ecologia va intesa come una vibrazione, un moto dell’anima, un modo di essere, ragionare, pensare e soprattutto di agire. Quando vogliamo catalogare l’Ecologia in senso pratico e terreno la releghiamo ad un “qualcosa” di settoriale, che non si confà ad una vibrazione che investe tutto l’essere umano. Così che questo a sua volta, consapevole di essere una parte di un Tutto, si comporti, agisca, operi affinché tutto quello che tocca sia ecologico, in modo da entrare nella vibrazione superiore del Tutto facendo sì che ogni manifestazione terrena diventi manifestazione divina.
Il concetto di rendere ecologico ciò che si tocca è molto affascinante. È ’ un po’ come essere dei Re. Penso che in tal senso ciascuno potrebbe trovare piacere e soddisfazione nel farlo e influenzare l’altro a fare altrettanto sino a trasformare se stesso e la nostra intera società. Dal tuo punto di vista come dovrebbe essere una società ecologica?
Dovrebbe essere una società che rispetta ogni suo simile, la diversità, ma soprattutto una società che ha come base la Collaborazione.
La Competizione sta lasciando il Pianeta, non è più necessaria perché ha stimolato l’umanità ad andare avanti, a cercare nuove strade per raggiungere un certo grado di benessere, anche se per pochi individui. ORA è necessario che tutto questo processo che ha consolidato la tecnologia del benessere, diventi Collaborazione. Il modo di fare futuro in tutti i settori
sarà collaborativo e non più competitivo. È  stato  creato un libero mercato che ha veramente scontentato tutti: dall’imprenditore all’operaio e ha salvaguardato pochissimi individui. È  per questo che il libero mercato, ripeto, libero solo per chi  lo controlla e non per chi lo deve subire, deve
lasciare il campo alla Collaborazione che non significa uniformità, ma esseri diversi per sensibilità e intenzioni tesi tutti allo stesso scopo. Questo permetterà di eliminare gli sprechi, dirigere meglio le risorse senza azioni antagoniste che altro non sono se non spreco, di mezzi, tempo ed energie. Questa modalità è già attuata in alcuni settori e velocemente si instaurerà in altri. Ma un passaggio da una società competitiva, come quella in cui siamo cresciuti, ad una collaborativa, come quella auspicabile, richiede un processo di formazione ed informazione importante. In tal senso che ruolo dovrebbe avere l’educazione in una società ecologica?
Quando parliamo di educazione dobbiamo tener conto delle fasce di età della popolazione: i bambini sono già educati. Quelli che nascono ora hanno già in se il Nuovo Paradigma e, compito degli adulti, è quello di non confonderli, di non educarli, anzi farsi educare da loro. Quelli che sono già adulti e non hanno attorno bambini da cui potrebbero essere  educati, hanno bisogno di essere aiutati dall’informazione, da modi di essere che altri usano, da esempi. Anche in questo il Paradigma Nuovo sarà diverso, non ci saranno più discorsi, ma fare. Le persone avranno nausea per ciò che viene detto, ma saranno molto sensibili a ciò che viene fatto. Bisognerà quindi fare affinché gli altri possano prendere esempio, possano attingere. La vibrazione del dire è assolutamente volatile, quella  del fare è corposa, perché è composta da molte altre vibrazioni. Mentre faccio infatti ho la vibrazione dell’impegno, dell’attenzione, della consapevolezza, tutte vibrazioni che nel dire sono più aleatorie perché sono dell’attimo estemporaneo, mentre nel fare sono continue e quindi la vibrazione del fare è più incisiva. La nuova vibrazione sulla Terra è sensibile al fare e l’umanità diverrà così più sensibile al fare che al dire. Non è un caso che in questo momento si sta dicendo tutto e il contrario di tutto, questo perché deve arrivare la nausea del dire. Bisogna quindi finire di prestare attenzione a ciò che viene detto e osservare ciò che viene fatto.
Puoi dare una definizione della parola Collaborazione?
La parola Collaborazione significa che devono cadere le barriere. Se ho una intuizione non devo pensare che questa sia mia, ma devo essere consapevole che è una Intuizione del Tutto che usa me per veicolarla. Allora io non sono più geloso, non brevetto questa Intuizione per arricchirmi e non la celo agli altri, ma collaboro perché la mia Intuizione unita a quelle di altri può rendere un prodotto, un sistema migliore. Questa è la Collaborazione, un salto enorme per il genere umano che si protegge continuamente, protegge le idee, i semi, perfino l’aria, se potesse. Non è così che deve essere: facciamo parte dello stesso genere umano e se collaboriamo il  Tutto collabora con noi in modo ottimale. Così possiamo stare bene tutti non solo pochi. Quei pochi che Ora credono di stare bene sono destabilizzati dalla moltitudine che sta male, che preme, spinge, che vuole e allora che
benessere è? E’ un benessere fasullo che porta ansia, paura e sempre più a chiudersi e proteggersi. Con la Collaborazione tutto questo viene a cadere perché ognuno dà il meglio di sé. L’umanità sarà veramente ecologica quando si sarà resa conto di essere parte di un Tutto e che solo aderendo e
fluendo in questo Tutto può trovare la tranquillità.
Può un uomo essere ecologico senza che l’umanità lo sia?
Sì e ci sono già. C’è una moltitudine di esseri che sono già scesi sulla Terra e sono ecologici e hanno già attivato in loro il Nuovo Paradigma e per loro  è naturale, pensare, agire in modo ecologico. Questa moltitudine sta rafforzando il Campo e quando questo sarà “pieno” , quando sarà raggiunta la massa critica, tutti gli altri saranno costretti a pensare in questo modo. 
Partendo dal presupposto che c’è chi è già trasformato perché così è da quando è sceso in Terra, gli altri vengono trasformati per propagazione, per contatto, per diffusione di idee, di modi di essere che sono già del Nuovo Paradigma. Questa massa critica c’è esiste si deve semplicemente consolidare.
Se così è, se la fase di consolidamento, è una fase in cui le idee, le culture ecologiche, il sentire sostenibile, si trasformano in azioni personali, in un vivere quotidiano, in un essere semplicemente coerenti con il proprio sentire ecologico, allora il mio considerarmi una persona ecologica si sostanzia davvero se io agisco sempre in modo ecologico e non solo quando ne ho l’interesse, giusto?
Se ognuno si pone questa domanda e vuole essere SEMPRE ecologico nel suo agire consolida dentro di sé questa vibrazione. La massa che è già consapevole di questa vibrazione, se si consolida, fa scattare la vibrazione anche verso gli altri perché la massa critica c’è già e sta solo aspettando il
consolidamento che avviene a livello individuale. Quando l’essere umano individualmente è consolidato nella sua vibrazione ecologica la Vita lo usa per divulgare questo suo modo di essere e di fare e quindi per propagazione aiuta altri a consolidare. Tutto questo fa scattare poi il Paradigma Nuovo. Quando dico Nuovo non intendo dire che si è creato perché c’è sempre stato solo ORA però la massa ne diviene consapevole.
Eppure il fare, intendo un fare ecologico, nasce spesso dal desiderio di collaborare, di condividere qualcosa, che sia una visione, un’ idea, un progetto. Ma il sentimento del collaborare vero è molto spesso intriso di paure diverse. Come può l’uomo di oggi superare queste paure che spesso gli impediscono di essere collaborativo?
Semplicemente sentendosi parte di un Tutto e pensando quanta fatica fa per essere competitivo. Se si riflette alla fatica, al dispendio di energia che si ha per vivere in modo competitivo automaticamente si esalta il modo di vivere collaborativo perché è  estremamente più lineare più aderente alla
vibrazione nuova. Non dobbiamo avere paura che qualcuno ci “rubi il posto”, l’idea, l’affare perché sarà la Vita, la Terra che ci protegge. 
Posso avere una Illuminazione, una idea e nel momento che io rendo questa idea collaborativa qualcuno può appropriarsene, facendola sua e reclamandone addirittura i diritti. Ma perché la Vita permette ciò che io considero una sgarbo?
Forse perché quella persona è più adatta di me a portare avanti l’idea e io ho avuto solo il compito di prenderla dal Tutto e veicolarla sulla Terra. Detto questo, lo sgarbo che questa persona ha fatto deve essere ricompensato a me dalla Vita e perciò io non avrò avuto beneficio da questa mia idea ma lo
avrò da altri fronti.
Se l’uomo è in questa fase di consolidamento e se ciò che può portare avanti nella Vita e ciò con cui si può relazionare con la natura dipende dal suo livello di consolidamento, l’unica cosa di cui l’uomo dovrebbe VERAMENTE occuparsi è il suo sviluppo personale?
Si, perché da questo deriva tutto il resto. L’Evoluzione va avanti proprio attraverso gli esseri che sono in armonia con loro stessi perché la
Vita li usa come mezzo per far consolidare le vibrazioni e far accedere anche altri alle stesse conclusioni e alle stesse tematiche. Se però l’essere si “infarina” di queste tematiche, ne parla solo, ne vuol fare un corso di laurea o qualcosa di porgerlo agli altri senza però viverlo, senza essere
coerente con se stesso torna nuovamente al discorso del dire e quindi non è incisivo, non è ecologico.
Che cosa può spingere l’uomo a diventare collaborativo?
La necessità prima di tutto perché per fortuna la vita si basa sulla realtà. 
La realtà della competizione in questo momento si sta rivelando fallimentare, quindi bisogna per forza di cose cambiare. Non si può più seguire un modello che comunque è fallimentare.
Quale è la formula più elevata di collaborazione?
La più elevata forma  di collaborazione è nuovamente una collaborazione consapevole.
È come un cerchio?
Esattamente è un cerchio. Parliamo di vibrazioni. Quando sono consapevole collaboro in modo consapevole e so che sono uno strumento che la Vita sta usando. Non collaboro quindi per tornaconto mio, per farmi applaudire, per apparire perché in quel momento mi piace fare questo, NO,
faccio questa cosa perché so che la Vita me lo sta chiedendo, sono un mezzo usato dalla Vita.

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