martedì 1 maggio 2018

L'OLISMOLOGIA

Che cos'è l'olismologia?
di Lorenzo Paride Capello

Un modello clinico che affonda le sue radici nell’Anatomia, nella Fisiologia e nella P.N.E.I., ma tiene conto anche della FISICA applicata alla Biologia, e mira a integrare in modo interdisciplinare l’approccio tradizionale...



Le tecniche diagnostiche e le proposte terapeutiche “complementari” non possono sostituire le procedure “ufficiali”. Ma - nell’interesse dei Pazienti - possono costituire un’ulteriore chance laddove quelle risultino insufficienti.
Alcuni Pazienti dicono:
La Medicina Ufficiale è frammentata in troppe specializzazioni.
Infatti… oculistica, otorinolaringoiatria, audiologia, cardiologia, aritmologia, pneumologia, allergologia, urologia, nefrologia, fisiatria, ortopedia, neurologia, psichiatria, adolescentologia, geriatria, ginecologia, andrologia, gastroenterologia, proctologia, pediatria, angiologia, endocrinologia, immunologia, infettivologia, genetica, virologia, ematologia, dermatologia, oncologia, e altre …
Ma anche quella Complementare non scherza.
…Fitoterapia, antroposofia, omotossicologia, omeopatia, floriterapia, chiropratica, massoterapia, fisioterapia, osteopatia, riflessologia, kinesiologia, ayurveda, agopuntura, shatsu, reiki, cristalloterapia, idrocolonterapia, cromoterapia, pranoterapia, biotecnologie computerizzate e altre ancora …
Per tale motivo il Paziente, generalmente, viene indagato a pezzi da validi Professionisti - spesso associati in team - che però hanno competenze specifiche tra loro scollegate. Ciò rende difficile
•    dare un’interpretazione univoca e coerente ai disturbi di ogni singolo Paziente;
•    trovare una spiegazione logica e solidale per quanto gli accade;
•    addivenire a una prescrizione sinergica e personalizzata.
Sono ancora troppi i casi che sfuggono alle più sofisticate indagini cliniche, e resistono alle comuni terapie. Pazienti malaticci e scontenti affollano di continuo gli ambulatori di Medicina generale e specialistica rischiando d’essere definiti ipocondriaci o rompiscatole. In realtà molti di essi ritornano non perché sono fissati, ma in quanto continuano a sperare di trovare una risposta per i loro problemi reali.
Una risposta che noi Medici - con intima sofferenza - spesso non siamo in grado di dare poiché ancora non esiste nel repertorio diagnostico-terapeutico dei nostri studi universitari.
E allora!? Ci vuole un’altra specialità?
NO! l’Olismologia è la Disciplina della sintesi.
Una proposta diversa. Un modello clinico che affonda le sue radici nell’Anatomia, nella Fisiologia e nella P.N.E.I., ma tiene conto anche della FISICA applicata alla Biologia, e mira a integrare in modo interdisciplinare l’approccio tradizionale.
Il Metodo mostra come valutare la globalità psico-fisica di ogni singola Persona; fornire un piano terapeutico completo e mirato; attivare e pilotare in modo semplice - con mezzi biocompatibili e a misura d’uomo le capacità di autoguarigione che l’organismo possiede. Il tutto in un atto medico UNICO e simultaneo.


Il modello teorico

Il triangolo del benessere (equilatero) indica che la salute proviene dal perfetto equilibrio tra le 3 componenti  dell’essere umano: la Struttura, le Funzioni e la Mente. Ma “Struttura” “Funzioni” e “Mente” non sono solo 3 linee, 3 concetti a sé stanti: sono 3 ambiti di problematiche assai complesse (rappresentate dai cerchi). E questi 3 ambiti (i cerchi) si sovrappongono, ovvero sono sempre in relazione tra loro. Appare evidente che un po’ di Struttura, di Funzioni e di Mente è sempre presente nel centro.
Ne consegue che per capire qualunque problema di salute Psico-Fisico bisogna  sempre indagare e curare TUTTO!
È proprio ciò che fa l’Olismologia che indaga e interviene su tutti i 3 ambiti in UN ATTO MEDICO UNICO.
Poiché la materia è vasta (e argomento di un Master) limitiamoci a considerare i soli sintomi.
I SINTOMI sono “le spie sul cruscotto”.
Arrivano all’osservazione del Medico come EPIFENOMENI, ovvero come l’elaborato finale dei tanti compensi che, di volta in volta, il nostro organismo ha già sapientemente attuato.
E lo fa grazie alla VIS MEDICATRIX NATURÆ, l’ineguagliabile e insostituibile capacità che ha di adattarsi e di curarsi autonomamente svolgendo tutti i complessi processi vitali in modo incessante e perfetto.
Ma quando la vis medicatrix ci scomoda - per esempio con l’infiammazione - (che in Medicina è definita “l’unico e meraviglioso meccanismo donatoci dalla Natura per la restitutio ad integrum”), allora - in perfetta contraddizione - la dimentichiamo, la rinneghiamo e la sopprimiamo subito con farmaci ANTI-fisiologici che la bloccano.
Sappiamo bene tutti quanti sintomi appartengono in comune alle più diverse patologie!
Ogni malattia può esprimersi ovunque, perché quando il carico totale di  stress, qualunque esso sia - strutturale, funzionale o mentale - supera le capacità di compenso dell’organismo la brocca trabocca, e il disagio può manifestarsi ovunque, con i sintomi più diversi.
Eliminare un sintomo che “trabocca” con farmaci ANTI-fisiologici (effetti collaterali a parte) è un modo di tamponare e rinviare il problema, ma sappiamo che non lo risolve, se non se ne cura la causa.
Invece i disturbi, generalmente, spariscono da soli quando si riporta l’organismo nella sua migliore condizione fisiologica possibile: svuotando la brocca con farmaci PRO-fisiologici e smettendo di riempirla.
Associare i sintomi direttamente a un organo o a un apparato, soprattutto quando sembrano palesi o banali; etichettarli, ovvero catalogarli secondo convinzioni ormai consolidate; e cercare di risolverli subito con farmaci sintomatici, è un comportamento scorretto e approssimativo.
Infatti numerose cause che potrebbero generare i sintomi in questione non vengono neppure sospettate né prese in considerazione, in quanto appaiono concettualmente lontane o non pertinenti.
Invece a livello psico-bio-somatico tutto è collegato con una mirabile logica intrinseca (PNEI); e  questa può facilmente sfuggire a un'osservazione parcellare com’è “quella tradizionale” del Medico. Perciò le cause dei malanni vanno cercate là dove possono essere, non solo dove sembrano essere.
Ogni condizione anormale dovrebbe essere dichiarata patologica solo dopo aver ristabilito le condizioni fisiologiche di base, e dovrebbe essere trattata dopo averne riconosciuto ed eliminato le possibili cause NON CONSIDERATE, benché già presenti.
Per poter formulare - a integrazione delle procedure accademiche - una DIAGNOSI CAUSALE DIFFERENZIALE COMPLETA bisogna valutare ogni volta tutte le tre componenti del benessere - struttura, funzioni e mente - poiché esse sono sempre, in varia misura, indissolubilmente coinvolte in un continuo e reciproco feed-back.
Di fronte a sintomi, disfunzioni e stati di malattia difficilmente interpretabili, poveri di dati diagnostici oggettivi, ricorrenti e/o resistenti ai comuni trattamenti è necessario che il Medico e lo Specialista  abbandonino la propria visione monopolare delle cose e imparino come scoprire ciò che NON appartiene alla loro competenza.
Alcuni esempi.
Una gastrite può avere:
•    una causa strutturale: se dipende da una contrattura paravertebrale che provoca insufficienza neuro-vascolare nel distretto metamerico celiaco;
•    una causa funzionale: se dipende da un abuso di cibi o bevande non tollerati, o da un metabolismo troppo acido;
•    una causa mentale: se rappresenta l’organo bersaglio di gravi preoccupazioni.
Una lombosciatalgia può avere:
•    una causa mentale: se rappresenta la localizzazione simbolica di uno stato di sopportazione passiva;
•    una causa funzionale: come il sovrappeso causato da disfunzioni metaboliche (tiroide, emuntori insufficienti, intolleranze alimentari);
•    una causa strutturale: se dipende da una persistente contrattura paravertebrale lombare che altera la postura.
Un’insonnia può avere:
•    una causa funzionale: un’intossicazione metabolica, un ipertiroidismo subclinico, disfunzioni viscerali;
•    una causa mentale: se è la conseguenza di pensieri parassiti incessanti;
•    una causa strutturale: se dipende da un’eccessiva tensione neuromuscolare che impedisce il rilassamento.
Non  detto che certe patologie siano sempre e solo di competenza dello Specialista addetto”. Quindi è importante saper indagare sempre tutto e a tutto campo per trovare le cause dei malanni là dove davvero sono, e non dove ci pare che siano.
I tal caso un Otorinolaringoiatra in grado di rilevare ANCHE le più diffuse intolleranze alimentari, prima di operare di tonsille i bambini intolleranti al latte, li invierà al Nutrizionista;
un Ginecologo in grado di rilevare in una dismenorroica ANCHE la presenza di una sofferenza neuro-vascolare metamerica paravertebrale lombare, la invierà all’Ortopedico o al Fisiatra; un Ortopedico in grado di rilevare ANCHE i principali stati emozionali negativi invierà il P sciatalgico allo Psicologo per allentargli le tensioni del self-control eccessivo; un Allergologo in grado di rilevare ANCHE una condizione di eretismo invierà il P allergico all’Omotossicologo per rimuoverne le cause, ecc.

Quali strumenti ha l’Olismologo?
Strumenti davvero banali, a fronte della tecnologia dominante, ma di insospettata potenza!
1°→ LE SUE MANI
Sì, proprio le sue mani! Perché la MANIPOLAZIONE CLINICA è uno strumento diagnostico-terapeutico capace di attivare in modo sorprendente l’HARDWARE corporeo, ovvero tutti i nostri processi fisiologici naturali. In tal modo il corpo stesso diventa attore unico e protagonista assoluto del nostro ri-equilibrio vitale GLOBALE.
Con le sole mani possiamo già riequilibrare il 70 % dei disturbi strutturali (di origine fisica), funzionali (di origine neuro-vascolare), e mentali (di origine emozionale simbolica).
2°→ l’ ESTIMO
L’estimo è il senso innato col quale OGNI organismo vivente percepisce e valuta - con la massima precisione - le frequenze elettromagnetiche di tutto ciò che in natura oscilla e vibra. Con l’ESTIMOLOGIA CLINICA il senso dell’ Estimo assume il ruolo di un decodificatore naturale col quale possiamo esplorare il SOFTWARE dell’organismo, ovvero la nostra componente energetica: sia sul piano funzionale metabolico e viscerale che sul piano funzionale mentale.
E la componente energetica non è certo di poco conto… se pensiamo che distingue il vivente dal cadavere…, in Medicina viene registrata con l’ECG…, con l’EEG, con l’EMG, consente di eseguire la RMN… merita, dunque, tutta la nostra considerazione.
3°→ le TERAPIE VIBRAZIONALI
Fitoterapia, Omotossicologia, Omeopatia, Floriterapia, Cristalli, Pietre, Oli essenziali ecc sono elementi naturali le cui frequenze elettromagnetiche agiscono sul campo elettromagnetico corporeo in modo PRO-fisiologico.
Per mezzo di tali elementi anche la Kinesiologia Estimologica svolge un importante ruolo diagnostico-terapeutico: rileva e decodifica le diverse Frequenze alterate dell’organismo, nel contempo identifica gli elementi che curano le disfunzioni, così come i diapason accordano le stonature.
I dati raccolti con l’indagine energetica consentono di:
•    formulare diagnosi causali sul piano Strutturale, Funzionale e Mentale;
•    accertare meglio le condizioni di salute quando - dopo le tradizionali indagini di laboratorio e strumentali - non siano emerse evidenti spiegazioni cliniche;
•    identificare le cure MIRATE per risolvere il problema specifico di ogni singola Persona;
•    trovare ulteriori soluzioni per qualunque problema clinico psico-fisico persistente, resistente, cronico, di n.n.d, criptogenetico, essenziale, costituzionale… insomma: non risolto dalle cure già prescritte;
•    il tutto sbagliando il meno possibile, in quanto la diagnosi e la terapia sono indicate dall’organismo stesso del Paziente

Concludendo
Se le scoperte della Fisica Quantistica hanno già rivoluzionato la Chimica, la Biologia e la Psicologia, anche per la Medicina - forse - è tempo di fare un salto di qualità, integrando le proprie conoscenze con alcune “verità degli altri”.
Perciò l’Olismologia esorta i Medici:
•    a considerare ogni Paziente un protagonista dell’atto medico, non un oggetto d’indagine;
•    a rivalutare comportamenti professionali - ingiustamente sottovalutati e ritenuti ormai desueti - che possono ridare il gusto e la gioia di curare l’Uomo, non la sola malattia;
•    a tornare senza paure a pensare e agire con la propria testa, superando alcuni schemi dimostratisi palesemente inefficaci e molte limitazioni frustranti che ci sono state imposte; a curare ristabilendo innanzitutto la fisiologia dell’organismo, RI-attivando le sue capacità intrinseche di auto-guarigione;
•    a inchinarsi umilmente alla sapienza innata del corpo, poiché esso sa quel che fa, da sempre: “Medicus curat, Natura sanat”
Per finire mi piace citare uno scritto di Paracelso (1493 - 1541):
“Cercando la verità ho capito che al mondo non ci sono veri maestri di Medicina.
Dunque, come potevo imparare l’arte?
In nessun altro modo che leggendo il grande libro della Natura, scritto dalla mano di Dio.
La luce della Natura, e non la lampada della Scienza dirigono il mio cammino”.

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